Trio Story

SCHERZA COI FANTI E LASCIA STARE I SANTI

Il festival di S.Remo del 1987 ci vide protagonisti per meriti acquisiti sul campo e anche come portatori sani(?) di blasfemia.. L'incidente avvenne la sera del debutto, quando all'interno del nostro primo scketch decidemmo di far intervenire all'Ariston San Remo in persona, interpretato dal sottoscritto secondo l'iconografia classica del santo barbuto, corredato pero' da un remo..In principio era il Trio Che qualcosa stava per accadere me ne accorsi appena entrato, quando il folto stuolo di fotografi, solitamente in bivacco durante i pezzi comici, si animo' all'improvviso neanche fosse entrato il cantante piu' gettonato. La mia predica, a parodia dei sermoni domenicali, citava un po' tutti i protagonisti del festival e si concludeva con uno sciagurato "per Christian, con Christian, in Christian...". Li' per li' non accadde gran che, il pezzo ebbe molto successo con risate e applausi convinti. La mattina dopo pero' venni svegliato dal portiere dell'albergo che mi informava che la signora Natalia Aspesi stava chiedendo di noi alla rception. Scartai subito l'idea di svegliare i miei partners, per i quali le nove della mattina erano il cuore della notte, e mi presentai ancora insonnolito nella hall dell'albergo. Ad attendermi la prestigiosa penna di Repubblica a guida di una nutrita schiera di cronisti, tutti con la stessa domanda "Cosa ne pensate del vostro attacco alla religione?". Sgranai gli occhi attonito. Io, che da sempre antepongo la lettura del giornale a qualsiasi attivita' del risveglio, proprio quella mattina mi ero scordato di farmelo recapitare, perdendomi cosi' i titoloni in prima pagina che riportavano il "misfatto". Credo che risultai sincero nel cadere dalle nuvole e nei miei ripetuti "non era nostra intenzione offendere la religione", ma ci volle qualche giorno per svelenire l'aria e dalla sera stessa i nostri pezzi vennero preventivamente radiografati dal fedele Maffucci. A distanza di anni l'eversione di quel brano pare davvero un innocuo buffetto rispetto al livello della trasgressione odierna. Io non giustifichero' mai nessuna censura, anche se di quell'esperienza riporto ancora due piccole "bruciature" personali. Quella di mia madre, cattolica convinta, che il giorno dopo fu costretta a giustificarsi con le amiche, e quella di Don Giorgio, il mitico curato della nostra adolescenza, lo rividi prima che un tumore se lo portasse via, con l'ironia di sempre mi disse "forse ho esagerato con le prediche, visto l'effetto che ti ha fatto S.Remo..."

 

NOI E KHOMEJNI

Di quell'episodio mi tornano subito alla mente due immagini indelebili. Quella del TG notte condotto da Frajese che riferiva dell'episodio avendo alle spalle la foto di noi tre nello scketch incriminato , pareva uno dei nostri TG parodiati. L'altra immagine ce la riferirono i ben informati, ed e' quella degli ambasciatori rispediti in Italia dall'Iran che al loro arrivo a Fiumicino non riuscivano a capacitarsi che la causa della loro brusca rimpatriata era da ricercare in uno scketch del Trio... Il pezzo che scateno' la collera degli Iraniani vedeva Massimo nei panni di Reagan, io in quelli dell'ayatollah Khomejni, Anna come madre di quest'ultimo, la "sora Khomeines", tutti e tre a contendersi, come fossimo stati al mercato di Forcella, la fornitura di missili in cambio di petrolio. Forse anche in questo caso la fantasia aveva fatto centro come spesso la realta' non riesce o non ha il coraggio di fare. Fatto sta' che venimmo minacciati, lo scketch condannato per oltraggio alla religione islamica, lo Stato Italiano costretto a scusarsi per un tale ignobile affronto. Vivemmo una settimana da segregati, a gettare benzina sul fuoco il solito settimanale gossip che riportava una foto mia nei panni dell'Ayatollah con sotto un perentorio "ECCO LO SCKETCH PER CUI SOLENGHI STA RISCHIANDO LA VITA...". Al residence di Via Stresa, dove a quel tempo stavo con Laura e le bimbe, mi capito' di salire in ascensore con un signore dai tratti decisamente islamici che mi fissava con sospetto. Mi si gelo' il sangue, e quando in stentato italiano mi chiese "tu sei quello che ha fatto Ayatollah?" pensai che era finita. Risposi con un "si" a fil di voce, lui mi afferro' la mano stritolandola entusiasta "bravo bravissimo!!!", era un diplomatico dell'Irak, che allora era apertamente in guerra con l'Iran... I commentatori delle varie testate sospettavano che sotto ci dovesse essere qualcos'altro, non si poteva immaginare che un pezzo comico potesse scatenare una reazione cosi' spropositata, non erano ancora gli anni delle vignette sull'Islam. Ricordo che finimmo addirittura su Variety... Alla puntata successiva di Fantastico arrivammo con la scorta, Baudo, teso come noi, avrebbe dovuto scusarsi in diretta, secondo le richieste della parte offesa. Aspettammo le direttive dall'alto, poi poco prima di iniziare, arrivo' la telefonata di Andreotti (sempre lui...) che consigliava di fare come se niente fosse. Cosi' fu, e gradualmente dal quel sabato il caso si sgonfio' , e noi tornammo alla nostra vita tranquilla. Quell'anno Fantastico tocco' record di ascolti senza precedenti, e forse che qualche punto di "share" fu anche merito dell'Ayatollah... Qualche anno dopo stavamo ritirando uno dei soliti premi, tra i premiati c'era anche l'allora ministro dell'industria Romano Prodi, si avvicino' per farci i complimenti, poi aggiunse "lo sapete che voi avete fatto lo scketch piu' costoso della storia della televisione?". Si riferiva proprio all'Ayatollah, siccome da tempo l'Iran doveva all'Italia qualche migliaio di commesse non pagate , utilizzo' il nostro pezzo come pretesto per sospendere il pagamento perché avevamo offeso il loro capo supremo...

 

IL DEBUTTO TEATRALE, IL DELIRIO

IL TEATRO POLITEAMA DI NAPOLI, SIAMO FINITI LA SOFFERTA DECISIONE DEI PROMESSI SPOSI

Da sempre sono stato attratto dalla parodia, dal "rifare il verso" ai classici. Ricordo che negli anni di militanza al Teatro Stabile di Genova, dopo il debutto di uno spettacolo al quale partecipavo magari solo con poche battute, ne rifacevo subito la parodia ad uso dei miei colleghi nel foyer del teatro. Ricordo di essermi cimentato in un Giulio Cesare di Shakespeare, in una Ondine di Giraudoux, in un Pirandello, tutti rivisitati a mio modo. Cosi' , quando con Anna ci scatto' la scintilla dei Promessi Sposi, per me fu come sfondare una porta aperta, e gia' da parecchio.. All'epoca la RAI stava "pompando" l'uscita della nuova versione dei Promessi Il TrioSposi targata Nocita, e quindi la tentazione cresceva sempre piu' . Durante una gita a trio sul lago di Como, in una delle nostre fortunate permanenze Milanesi al teatro Nuovo, si battezzo' definitivamente il progetto. Massimo, inizialmente piu' propenso ad accettare l'offerta di condurre Fantastico fatta dalla Rai, venne convinto strada facendo. Ma c'era da superare lo scoglio Agnes. Il presidente della RAI, traboccante di una carraterialita' tutta irpina, ci accolse nel suo salotto buono una domenica mattina in gran segreto, si profuse prima in complimenti ed apprezzamenti vari per poi sfoderare con abilita' da prestigiatore la ricompensa piu' prestigiosa per questo Trio delle meraviglie, un irrinunciabile FANTASTICO!! La nostra timida reazione lo lascio' dapprima perplesso, poi quando confessammo che a noi Fantastico non interessava e che volevamo fare i Promessi Sposi, le guance di Biagione virarono verso il paonazzo e alla fine sbotto' in un imperioso "Ma qua' Promessi Sposi?! Vui avite a fa' Fantastico, avite a fa' Fantastico!!". Fummo riconsegnati ai nostri domicili dall'auto blu' del Presidente, con un Maffucci in mute gramaglie che ancora non si capacitava di tale affronto... Per punizione fummo spediti al centro di produzione RAI di Torino, con un budget ridicolo, mal sopportati dal direttore Fuscagni, con il fedele Principini ad arginare la totale indifferenza dell'azienda. Ricordo una conferenza stampa di presentazione iniziata in solitario, solo dopo una mezz'ora apparve anche Maffucci in rappresentanza dell'Azienda. La decentrata Torino si rivelo' la nostra salvezza, maestranze entusiaste, accoglienza da star, clima idilliaco, dalla sala trucco alla mensa. Sfornammo cosi' una delle icone della TV di quegli anni (1990), se avessimo fatto Fantastico si sarebbe confuso tra i tanti... Mediaset mal digeri' il nostro successo (11 milioni di ascolto, con una prima puntata da 14 milioni) e ai telegatti riusci' a non premiarci, solo alla fine Corrado ci dispenso' di un telegattino d'oro da appuntare alla giacca...

 

NOI E IL CAVALIERE

Il Berlusca, non ancora unto dal Signore (siamo a meta' degli anni 80), ci ricevette due volte nella residenza romana di Via Dell'Anima, con esiti per lui sconfortanti. Ricordo il primo incontro, ci fece accomodare davanti ad un televisore acceso sintonizzato su Canale 5, e mentre stappava una bottiglia di champagne, arrischio' un "che cosa salvereste della mia televisione?" Anna fu inclemente "nulla!" io e Massimo abbozzammo un sorriso ma si capiva che eravamo d'accordo. Il Cavaliere incasso' con eleganza, poi da grande ammaliatore, mentre catechizzava per telefono un incauto Martelli, mise in atto la sua strategia. Intanto ci propose la direzione artistica delle sue reti, poi esclusiva miliardaria, e carta bianca su qualsiasi nostra proposta, il tutto da stigmatizzare in gran fretta l'indomani quando, ricevuto il nostro scontato O.K., un elicottero ci avrebbe scaricato direttamente ad Arcore per la firma del contratto. Ci fu solo una piccola "caduta" nel finale, come impegno immediato avremmo dovuto "risollevare" un programma estivo di Mike in qualita' di ospiti fissi. Sentimmo puzza di bruciato, e poi la RAI, la RAI di allora, ci garantiva piu' "verginita' ", cosi' a dispetto del consistente gruzzolo e delle altre avances del Cavaliere, l'indomani resistemmo... Due mesi dopo firmavamo un assai meno remunerativo contratto di esclusiva RAI che pero' ci faceva sentire con la coscienza tranquilla.

 

IL TRIO IN TEMPO DI GUERRA

GENNAIO 1991 - NOI AL SISTINA E LA GUERRA DEL GOLFO "Stanno bombardando" la notizia me la da' Anna per telefono mentre sono a cena dopo lo spettacolo ai "Due Ladroni". Giro l'informazione anche agli altri commensali, tra cui Antonello Falqui e Claudia Mori. Da quel momento scatta un'atmosfera da coprifuoco, qualcuno fara' pure incetta di viveri svuotando i supermarket. Nelle sere che seguono Roma si svuota, locali che chiudono in anticipo, teatri semi deserti, unica eccezione, manco a dirlo, NOI! Al Sistina battiamo ogni record, alla faccia di Saddam e di Bush padre.. Divento assiduo frequentatore di Salvatore dei 2 Ladroni, ci vado con Micheli, G.Piero Bianchi, Santospago e Riccardo Peroni con cui si ironizza sul teatro di una volta cercando di coinvolgere i vicini di tavolo Paolo Panelli e Toni Ucci. Panelli pare non aspetti altro, con i toni stentorei di un rincoglionimento solo apparente, passa in rassegna prima le attrici uggiose (Lazzarini, Villorresi, Asti), poi e' la volta degli attori cani, e lui fa i nomi di Pagliai e Orsini, qualcuno timidamente suggerisce Bosetti, risposta di Panelli "Bosetti? Lui e' il capobranco che guida la muta di cani che traina la slitta, non ve ne siete accorti?...

 

UNA REAZIONE INATTESA

12/11/1991 FERRARA Teatro Nuovo L'impatto di Massimo con Ferrara e' totalmente negativo. Raggiunge me ed Anna in albergo dopo aver visionato il teatro, ci fa un resoconto disperante del palcoscenico, dei camerini, dei posti in sala, dei soldi alla compagnia.. "ma che cazzo ci siamo ve- nuti a fare qui?". Mi prudono le mani, ma resisto alla tentazione e scelgo una reazione sciagurata. Al mio arrivo in teatro confesso al direttore, tipo naif-entusiasta, che la piazza di Ferrara e' stata scelta per esclusivo merito del Lopez, il quale ne era talmente entusiasta da anteporla ad altre allettanti richieste. Poi mi aqquatto in camerino in attesa che la miccia esploda. L'effetto e' travolgente, lo sconcertato Massimo viene letteralmente sommerso dalle effusioni del direttore entusiasta che si complimenta con lui per la scelta della ...adorata Ferrara. Una risata liberatoria in camerino riporta gli umori del Trio sul sereno fisso. Sono comunque buon profeta, alla fine della settimana Massimo lascera' a malincuore il caldo pubblico Ferrarese.

 

ARRIVA GASSMAN

18 FEBBRAIO 1992 TEATRO OLIMPICO Gassman viene a vederci. Lo vengo a sapere nel pomeriggio da Paila Pavese e Alvaro Piccardi. Informo subito gli altri, dobbiamo fargli trovare un teatro "all'altezza". Ma il mitico trio degli esauriti impatta in un magro martedi' con appena 400 biglietti venduti! Corriamo ai ripari, la notizia corre sul filo, Massimo attiva Alessandro e il Benincasa, Anna si affida a Paki e io a Luana e alla sua truppa. Alla sera teatro gremito e in quinta fila il mitico Vittorio. E noi? Tre scolaretti all'esame di maturita' , salivazione azzerata, battiti da cardiopalma, evviva... Non ci siamo ancora robotizzati, di colpo sembriamo tornati all'atmosfera del debutto, gli esami davvero non finiscono mai.. Mi viene alla mente Fantastico, quando eravamo nell'occhio del ciclone, quando sapevamo che oltre il faro rosso della telecamera c'erano ad aspettarci 14 milioni di italiani... Alle prime note della sigla, anche quella rigorosamente in diretta, d'improvviso esplodeva l'adrenalina accumulata in settimana e ti tuffavi nel centro del mondo... Ma tornando alle palpitazioni dell'Olimpico lo spettacolo decolla con qualche resistenza, io mi calmo quasi subito e mi produco nel "suo" Akab con insolito vigore. Non riesco a spiarlo giu' in platea, poi ad un cambio luce eccolo apparire nel suo aspetto altero, noi trepidiamo... Ma d'improvviso il miracolo, prima un sorriso, poi una risata vera e propria, e alla fine anche il sommo si scompiscia, e si volta a cercare i consensi del suo clan, che arrivano puntuali, e' fatta!! Il pubblico, rinforzato dai nostri "portoghesi", e' degno complice della serata trionfale. Noi ci fiondiamo in camerino ad attendere impazienti la visita agognata. Lo vediamo sbucare in mezzo alla solita folla di fans che, incuranti di lui, sono qui solo per i nostri autografi. Vittorio non si risparmia in apprezzamenti, e ne regala uno personalizzato a ciascuno di noi, a me tocca un "toro da favola", siamo in paradiso! Anche per il sommo, il nostro e' TEATRO, e pensare che il ministero vorrebbe declassarci a cabaret per darci meno contributi...

 

L'IMPREVISTO

26 FEBBRAIO 1992 TEATRO OLIMPICO Potrei titolare "Il Raffreddore Assassino". Come puo' una spettatrice con uno starnuto da galera condizionare lo spettacolo? E' quanto e' successo ieri sera, e per fortuna noi si pratica il genere comico, altrimenti sarebbero drammi. Le prime avvisaglie hanno devastato la scena d'avvio tra me ed Anna, poi ancora con Akab, tanto che mi e' venuto da rispondere un "salute". Guitto fino al midollo, nella scena con Massimo mi presento munito di Kleenex, che offro alla sciagurata all'ennesimo starnuto provocando una vera e propria ovazione da parte del pubblico. E ancora alla scena del toro, pare che lei e le sue narici non aspettino altro, e io di conseguenza... E se la scritturassimo?.. A fine spettacolo ma si avvicina la vera protagonista della serata confessando di essere allergica al talco e profondendosi in mille scuse..

 

E VENNE LA FINANZA

2 MARZO 1993 Una mattina torno a casa dal tennis e la trovo sequestrata! Tre agenti della finanza hanno frugato tra le mie carte asportandone una buona parte. Stessa storia a casa di Anna e Massimo, e in contemporanea anche dai nostri commercialisti. Il panico ci assale piu' per come hanno fatto irruzione che per altro. Un finanziere ha bloccato il portiere e altri due hanno cominciato a bussare con furia alla porta infilando il tesserino da sotto fino a che la nonna ha aperto terrorizzata. Poi al rientro di Laura uno l'ha obbligata a stare in sala mentre gli altri salivano in studio a frugare dappertutto. Mi chiedo che fine avremmo fatto se fossimo stati sospettati per spaccio di droga... La sfiga ci perseguita anche in scena, si riammala Anna, si riammala Massimo, io faccio uno spettacolo al limite del vomito... L'ira dell'Olimpo si e' abbattuta sul povero trio! Sospettiamo che qualcuno che ci vuole male abbia architettato il tutto. Altrimenti non si spiega la brutalita' dell'irruzione nei confronti di tre contribuenti che ogni anno dichiarano al fisco la bellezza di 2 miliardi di guadagni! La notizia storica del mio Genoa che sconfigge per 2 a zero il Leeverpool con un secondo goal da cineteca, punizione del mitico Branco, passa in second'ordine. Alla fine del tutto, dopo due mesi di accurati e maniacali accertamenti, il colonnello capo in persona ci fara' i complimenti per la trasparenza e la correttezza dei nostri conti e addirittura ci consigliera' alcune spese "in detrazione" che i nostri integerrimi commercialisti neanche avevano previsto...

 

SPETTATORI ECCELLENTI

Nell'arco di 6 anni, dal debutto di "Allacciare le cinture di sicurezza" alle ultime repliche di "In Principio era il Trio" abbiamo collezionato una serie di ospiti illustri, alcuni ci hanno esaltato con le loro lodi, altri invece ci hanno deluso, o meglio abbiamo deluso loro noi. Tra i "pollice verso" ricordo un Paolo Villaggio che, spettatore attonito per circa un quarto d'ora, abbandona la sala ancor prima della fine del primo tempo. Fellini invece resiste di piu' , anche se non si ripresenta dopo l'intervallo. Buoncompagni pur se spettatore di cera, rimane fino alla fine dispensando la sola Anna di un timido sorriso. Il perfido D'Agostino si esprime qua e la' con risolini che sanno di compassione... Per fortuna gli entusiasti sono la maggioranza, a cominciare da Baudo, Carlo Dapporto, Arnoldo Foa' , Ugo Tognazzi, che non si capacita come si riesca a far tutto solo in tre, e poi Don Lurio che ci candida per Broadway, la Melato, Morandi, in ultimo la Lollo, che piomba poi nei camerini con una delle sue incredibili "mise" e sentenzia "rega' , me so spisciata sotto dalle risate"... ...riepilogando

 

IL FENOMENO TRIO

3 mesi e mezzo di esauriti al Teatro Nuovo di Milano con entrambi i nostri spettacoli. - L'anno successivo altri 3 mesi di esauriti alIl Trio - I Promessi Sposi Teatro Olimpico di Roma. Dopo un mese e mezzo di esauriti al Sistina (Garinei di piu' non ce lo concede) - In provincia, dove di solito le altre compagnie stanno 2 gg. a noi offrono sempre il doppio della settimana gia' prventivata. - Record di ascolti per il Fantastico dell'87 caratterizzato dalla nostra presenza. - Record di ascolti per ripresa tv di spettacolo teatrale col nostro "Allacciare" - Record di ascolto per un varieta' con i nostri "Promessi Sposi".

 

I FATTI E LE PAROLE :

- DIRETTORE DEL "TEATRO BONCI" DI CESENA, ott. 87 : Qui hanno debuttato un po' tutti i piu' grandi, da Gassman ad Albertazzi, solo per voi pero' ho visto arrivare i pullman da Venezia!

- DIRETTORE DEL POLITEAMA DI PIACENZA, nov. 89 : L'ultimo che qui ha fatto 6 giorni di seguito e' stato Toto' nel '54!

- AIUTI ALLE POPOLAZIONI.... A Genova succede che il botteghino del Genovese apra alle 8 o giu' di li' , ma la coda si forma gia' da un'ora prima, cosi' nel gelo dell'alba, qualcuno si e' organizzato per offrire caffe' caldo alle persone in fila...

- COME UNA BAND ROCK : Il nostro sprovveduto approccio con quello che siamo ci rende edotti sulle dimensioni dell'allestimento di "Allacciare le cinture" solo a tourne' avviata. Siamo a Livorno e la sera dell'ultima replica uscendo da teatro vediamo tre possenti TIR davanti alla porta carraia. Tale dispiego di mezzi e' da attribuire solo al Sistina, ne chiedo conferma al mitico Sambaldi, direttore di scena storico della Gran Guardia, lui stupefatto mi risponde "ma quale Sistina, sono i vostri..." Mi torna alla mente un recente video del tour degli Emerson Like e Palmer con una ripresa aerea dei loro tre Tir con effigiati sulle fiancate i rispettivi nomi, la tentazione di imitarli e' forte....

- IL RECORD DI DORELLI : Il capo claque del teatro Nuovo, che lascia sconsolato i nostri camerini dopo che lo abbiamo dimissionato (non e' nella nostra natura ricorre alla claque) ci avverte che "abbiamo battuto anche il record del Dorelli". La coda al botteghino per i suoi spettacoli infatti arrivava fin davanti alla tabaccheria, noi l''abbiamo superata...